Il montaggio è uno dei più importanti e affascinanti mestieri del cinema, ma anche tra i meno raccontati e compresi. Montatrici e montatori sono tipicamente restii alle luci della ribalta e affetti dalla solitudine del maratoneta, ma sarà proprio come vuole lo stereotipo o in realtà si scopriranno dei gran chiacchieroni?

Siamo Gabriele Borghi, Pierpaolo Filomeno e Beppe Leonetti e di professione montiamo i film. Abbiamo creato questo podcast per confrontarci con i nostri colleghi, un luogo dove condividere esperienze, dubbi e ossessioni sulle nostre pratiche e sulle nostre condizioni: come l'altro ragiona quando taglia una scena, come entra nella visione del regista, se ha mai paura quando comincia un nuovo film o quali sono i segreti del mestiere che ha imparato negli anni. 

A metà strada tra una terapia di gruppo e la ricerca esoterica di un codice che i montatori si tramandano segretamente, in questa serie di conversazioni proviamo a capire come vivere e sopravvivere a un mestiere così soggettivo e quasi indecifrabile.


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Episodio 09 - Roberto Perpignani

Roberto Perpignani ha collaborato con i fratelli Taviani, con Bertolucci, Bellocchio, Moretti, Amelio, Miklós Jancsó e tanti altri. Ha vinto quattro David ("La notte di San Lorenzo", 1983; "Il postino" 1995; "Marianna Ucria", 1997; "Cesare deve morire", 2012) e una palma d’oro ("Padre Padrone", 1977). Dal montaggio del suo primo film "Il processo”, in quel garage a Fregene in cui Orson Welles gli diceva di non pensare, sono passati sei decenni. Oggi al mestiere di montatore Roberto affianca la passione per la ricerca linguistica. Ha scritto testi nei quali cerca di definire cosa sia il montaggio - l’araba fenice del cinema, e in cui racconta di storia dell’arte, di psicologia e anche di neuroscienza.
Per anni Roberto ha insegnato al Centro Sperimentale, formando generazioni di montatori - e difatti è stato il montatore più citato dai nostri ospiti. Non potevamo che concludere con lui la prima stagione di Montatori Anonimi.

Conducono: Gabriele Borghi, Pierpaolo Filomeno e Beppe Leonetti.

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Episodio 08 - Esmeralda Calabria

Esmeralda Calabria è una delle montatrici italiane più esperte, vincitrice di due David di Donatello per il miglior montaggio (“Fuori dal mondo” di Giuseppe Piccioni nel 1999 e “Romanzo Criminale” di Michele Placido nel 2006). Ha montato “La stanza del figlio” di Nanni Moretti (Palma d’oro a Cannes 2001), con cui ha collaborato anche per “Il caimano” e “Habemus Papam”. Docente all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, in un paio di occasioni Esmeralda è anche riuscita nell'impresa di sdoppiarsi in regista-montatrice ("Biùtiful cauntri” co-diretto con Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero e “Lievito madre: Le ragazze del secolo scorso” co-diretto con Concita De Gregorio). Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo “Favolacce” di Damiano e Fabio D’Innocenzo (Miglior sceneggiatura alla Berlinale 2020).
In questa conversazione, a tratti una terapia di gruppo, siamo scesi nel sottosuolo del cinema che è il montaggio, dove gli sforzi sono intensi ma spesso non emergono in superficie. 

Conducono: Gabriele Borghi e Pierpaolo Filomeno.

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Episodio 07 - Johannes Nakajima

Johannes nasce e vive in Germania, ma in Italia ha studiato il cinema e mosso i primi passi come montatore. È stato assembling editor per Gianfranco Rosi in “Below Sea Level”, ha montato documentari per Arte ("Das Wikipedia Versprechen" di Lorenza Castella e Jascha Hannover) e i film di Alberto Fasulo “Rumore Bianco”, “Tir” (Premio Amc miglior montaggio al Festival del cinema di Roma 2013), “Genitori” e “Menocchio”. Da anni lavora a cavallo delle Alpi, dedicandosi sia a documentari che a fiction, sviluppando - tra le altre cose - una avversione verso gli underscore.
Aspirante rockstar ed implacabile centravanti (spesso in fuorigioco), Johannes ci ha parlato di come vivere, e sopravvivere, a questo lavoro. Sentendosi sempre responsabili, ma evitando inutili sensi di colpa.

Conducono: Gabriele Borghi e Pierpaolo Filomeno.

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Episodio 06 - Annalisa Forgione

Annalisa Forgione non ha mai abbandonato le sue passioni per la scrittura, per il cinema, per lo studio. Una delle prime diplomate in montaggio al Centro Sperimentale - ci ha raccontato delle lezioni di Perpignani davanti alla leggendaria moviola proiettante, ha montato i film di Giorgia Cecere (“Il primo incarico” e “In un posto bellissimo”) e “Bellissime”, “Bellissime 2” e “Il mare della nostra storia” di Giovanna Gagliardo oltre a “Nessun nome nei titoli di coda” di Simone Amendola (Festa del Cinema di Roma 2019).
Ma al mestiere di montatrice, Annalisa affianca quello di docente: e non potevamo non chiederle cosa significa insegnare montaggio e parlare, ovviamente, delle differenze tra imparare a montare in pellicola e davanti al monitor di un computer.

Conducono: Gabriele Borghi e Beppe Leonetti

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Episodio 05 - Enrico Giovannone

Enrico Giovannone è una di quelle creature mitologiche metà montatore, metà produttore. In pratica è uno dei pochi montatori che può ingaggiare il proprio regista! É stato infatti produttore del suo esordio al montaggio “Rata nece biti!” di Daniele Gaglianone, inaugurando così un lungo sodalizio con il regista torinese d’adozione sia nel documentario (“Dove bisogna stare”, 2019) che nella finzione (“Ruggine”, 2011 e “La mia classe”, 2013). Enrico ha montato “Rada” di Alessandro Alba Legnazzi (miglior documentario italiano al Film Festival di Torino 2014) e “Noci sonanti” di Damiano Giacomelli e Lorenzo Raponi, quest’ultimo insieme ad Aline Hervé. Perciò uno degli argomenti di questo episodio è stato il montaggio a più mani

Conducono: Pierpaolo Filomeno e Beppe Leonetti

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Episodio 04 - Enrica Gatto

Enrica Gatto, che alla scuola di cinema Zelig aveva studiato regia, ha cominciato la sua carriera da montatrice quasi per caso, montando il documentario “Valentina Postika in attesa di partire” (miglior documentario italiano al Torino Film Festival 2009) della sua compagna di scuola Caterina Carone. Da allora Enrica ha montato alcuni dei più interessanti documentari italiani dell’ultimo decennio (“L’apprendistato” di Davide Maldi, “The strange sound of happiness” di Diego Pascal Panarello e “La natura delle cose” di Laura VIezzoli) con qualche scorribanda nella commedia (“Fräulein: una fiaba d’inverno” di Caterina Carone e “Odio l’estate” con Aldo, Giovanni e Giacomo). Non potevamo allora non chiederle che differenza c’è tra montare un documentario e una commedia

Conducono: Gabriele Borghi e Pierpaolo Filomeno

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Episodio 03 - Francesco Fabbri

Diplomato in montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Francesco Fabbri ha montato il documentario “Bajkonur, Terra” di Andrea Sorini e la commedia “Ci vuole un fisico” di Alessandro Tamburini. Recentemente ha montato “Padrenostro” (Mostra del Cinema di Venezia 2020) di Claudio Noce insieme a Giogiò Franchini, di cui è stato assistente su “Figli” di Giuseppe Bonito. Francesco è stato anche assistente di Cristiano Travaglioli su “Loro” di Paolo Sorrentino. Abbiamo parlato di come sia impegnativo il lavoro del montatore, ma al tempo stesso ricco di piccoli momenti magici. Come quando, ci ha raccontato Francesco, Paolo Sorrentino in pochi minuti reinventò il finale di “Loro".

Conducono: Gabriele Borghi e Pierpaolo Filomeno

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Episodio 02 - Aline Hervé

Aline Hervé è una montatrice folgorata sulla via di Damasco: ha abbandonato il dottorato in econometria per il montaggio, dopo aver visto al cinema “L’uomo con la macchina da presa” di Dziga Vertov. Dopo le esperienze come assistente al montaggio (“The Dreamers” di Bernardo Bertolucci, “Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino), ha montato numerosi documentari tra cui “Dal Ritorno” di Giovanni Cioni e “Liberami” di Federica Di Giacomo, miglior film nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia del 2016. Nel 2019 ha montato il pluripremiato “Martin Eden” di Pietro Marcello. E proprio il montaggio contrappuntistico di “Martin Eden” è stato uno dei temi di questo episodio.

Conducono: Pierpaolo Filomeno e Beppe Leonetti

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Episodio 01 - Beppe Leonetti

Nel primo episodio di Montatori Anonimi abbiamo chiacchierato con Beppe Leonetti, che ha amato a tal punto il progetto da diventare un Anonimo a sua volta. 
Beppe è stato allievo di Roberto Perpignani al Centro Sperimentale di Cinematografia e ha montato il film “Là-bas - educazione criminale”, migliore opera prima alla Mostra del cinema di Venezia del 2011, “Babylon Sisters” di Gigi Roccati e il documentario “Tutte le anime del mio corpo” di Erika Rossi.
A proposito del rapporto montatore-regista Beppe ci ha raccontato anche un esilarante aneddoto sulla sua collaborazione con Nanni Moretti tra il 2006 e il 2009, con cui ha montato alcuni corti, tra cui “Diario di uno spettatore - Chacun son cinéma” (Cannes 2009).

Conducono: Gabriele Borghi e Pierpaolo Filomeno

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TEASERS

In onda dal 1 Febbraio 2021.

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In onda dal 1 Febbraio 2021.